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| Fondazione Pangea Onlus |
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La Fondazione Pangea Onlus è una realtà non profit, nata nel luglio 2002 dalla volontà di un gruppo di persone che, provenienti da diverse esperienze nel terzo settore, in particolare dalla ricerca nel campo delle violazioni dei diritti umani, hanno voluto realizzare una struttura snella ed efficiente, in grado di dare risposte concrete ai bisogni che nascono a seguito di emergenze causate da guerre, carestie, regimi dittatoriali o eventi climatici catastrofici.
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La Fondazione Pangea Onlus vuole intervenire laddove, passata la fase "acuta" dell'emergenza e spenti i riflettori, resta il bisogno delle popolazioni di ricostruire la propria "normalità", il tessuto sociale ed economico sconvolto dall'emergenza stessa, nel massimo rispetto dei diritti umani fondamentali.
La Fondazione Pangea Onlus lavora in stretta collaborazione con le associazioni locali, profonde conoscitrici delle reali necessità della società nella quale operano. opera in situazioni di post-emergenza a favore dell'empowerment delle Donne. Lo scopo della nostra azione è quello di favorire condizioni di sviluppo e partecipazione delle Donne e delle loro famiglie, offrendo loro, attraverso l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione sanitaria e il microcredito, strumenti e opportunità di reale e concreto riscatto. Ogni sostenitore di Pangea ne conosce e ne condivide la filosofia d'azione e si fa promotore in prima persona della riuscita dei progetti. Alla base del lavoro della Fondazione c'è una profonda esigenza di giustizia sociale, naturale diritto di ogni uomo, donna o bambino; c'è il desiderio di creare una "Pangea dei popoli" dove lo spirito di collaborazione, di solidarietà, di apertura all'altro e di aiuto reciproco siano i valori di riferimento.
Una Donna è una moltiplicatrice di benessere nella società in cui vive, è il nodo di una rete sociale e di solidarietà.
Troppo spesso, però, essere Donna significa essere vittima di situazioni politiche instabili, di precetti religiosi e di pregiudizi sociali.
Troppo spesso, essere Donna significa essere privata dei propri diritti.
Per questo noi della Fondazione Pangea Onlus vogliamo essere solidali con le Donne, per individuare e denunciare ogni tipo di violazione dei loro Diritti in tutti quei Paesi che presentano situazioni radicate di disagio e povertà.
Ma Pangea non è solo DENUNCIA. È soprattutto AZIONE.
Perché è importante aiutare ogni Donna a costruire una vita ricca di certezze e di speranze per se stessa e per la comunità in cui vive. Perché una Donna può diventare una moltiplicatrice di Pace.
Dal Sogno al segno
Pangea è nata prima di tutto dentro di noi.
Chiamatela consapevolezza, coscienza, bisogno, disagio, sogno...
Ci inoltravamo nella conoscenza e nelle problematiche che affliggono il "sud del mondo", conoscendo personalmente donne afghane, pakistane, indiane, africane… che venivano in Italia a raccontare, a un pubblico ignaro e sorpreso, le loro storie disperate, intrise di soprusi e di violenza:
«Io vengo da un cimitero che è chiamato Afghanistan...».
E poi?
Avvertivamo in modo chiaro e doloroso che non bastava ascoltarle e condividere, ascoltarle e denunciare. Era necessario dare alla volontà, alla determinazione e al talento di queste donne, strumenti che permettessero, una volta tornate a casa, di impostare un futuro diverso per sé stesse e la propria famiglia. Un'opportunità di cambiare il loro mondo… di cambiare il mondo, non attraverso grandi proclami politici, ma grazie al gesto quotidiano del lavoro, nel costruire e ricostruire giorno dopo giorno.
Nel DNA di Pangea c'è sempre stato questo "sogno" potente e umano che nel luglio 2002 ha cominciato a trasformarsi in "segno" concreto e in continua evoluzione.
Abbiamo risposto ad una richiesta di aiuto in Romania, con quel mix di coscienza ed incoscienza che ti spinge a "buttare il cuore al di là dell'ostacolo" e a partire, creando la Fondazione Pangea Onlus. Soprattutto, abbiamo cominciato a parlare a chi conoscevamo e, via via, anche a chi non conoscevamo, della vita indegna che queste persone stavano subendo e di come intervenire per dare a loro la possibilità di ricominciare il cammino interrotto. Non "massimi sistemi", ma storie di donne, di persone.
E le persone, in Italia, hanno capito e hanno risposto. Semplicemente. Perché in fondo si parlava anche di loro, della loro vita, di un futuro che accomuna la gente della Terra.
Negli anni successivi Pangea ha ampliato la sua azione in Asia, in Sud America, in Africa, strutturandosi e assumendo professionalità specifiche per rendere ancora più efficace la sua azione. Non ha mai smesso di interrogarsi, di criticarsi, di modificarsi per trovare nuove strade, nuove soluzioni, per garantire un "segno" sempre più profondo e risolvente.
Oggi e domani Pangea resterà un gruppo entusiasta di persone che aiutano altre centinaia, migliaia di persone a sentirsi esseri umani, nel rispetto, nel lavoro, negli affetti. Con la stessa ferma volontà di cambiare il mondo, verso un mondo che non ha separazioni né confini, come Pangea.
Pangea pensiero
Pangea
è una fondazione onlus fondata sull'impegno, la consapevolezza, l'entusiasmo, la libertà di pensiero, di espressione e di azione.
Pangea opera da Persona a Persona, riducendo le distanze e instaurando un rapporto paritetico ed emozionale fra chi dona e chi beneficia della donazione. Non solo "fratellanza" fra i popoli, ma soprattutto Amicizia fra le persone, coscienti della comunanza di intenti e di obiettivi che attraversa l'intero Pianeta.
Pangea è del tutto laica, apolitica e apartitica. La povertà, il disagio sociale, la precarietà di strutture e infrastrutture, il sopruso e la violenza quotidiana, la malattia e, in definitiva, la negazione dei diritti fondamentali dell'essere umano non richiedono bandiere o prese di posizione, ma coscienza imparziale, rispetto e umiltà, per poter capire e quindi offrire strumenti di reale riscatto, nel desiderio di superare la condizione di vulnerabilità di coloro con cui veniamo in contatto ogni giorno nei nostri progetti di sviluppo.
Pangea è punto di connessione e di trasformazione, fertile terreno di contatto, immerso nei progetti che supporta e sviluppa. Non è mai ente a sé, valore fine a se stesso. Pangea è con. Pangea fa e si esprime in ciò che fa.
Pangea e i suoi sostenitori condividono la febbre di vita di chi avverte la possibilità e la speranza, chi determina Pangea sono loro: i bambini, le donne, gli uomini del mondo che abbiamo incontrato.
Pangea è là. Nel cuore, nelle modalità d'approccio, nell'ascoltare e poi intervenire, nell'accompagnare.
Per poi lasciare che i bambini, le donne, gli uomini riprendano pienamente il cammino interrotto.
La Nostra filosofia: i Continenti che formano Pangea
1) Pangea opera in situazioni di post-emergenza e di estrema povertà: investe sul riscatto sociale ed economico delle donne per la loro rinascita e partecipazione alla comunità. Quando i riflettori che hanno tenuto desta l'attenzione su un Paese, un popolo, una catastrofe si sono spenti e quel Paese, quel popolo e quella catastrofe non fanno più notizia; quando resta tutto da ricostruire: le infrastrutture, l'economia, la quotidianità, i rapporti umani, la speranza, il futuro che affonda le sue radici nel presente; quando il disagio sociale è talmente radicato da generare una situazione di emergenza cronica. In questi contesti, Pangea scende in campo al fianco delle donne attraverso l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione sanitaria, il microcredito e gli interventi di sviluppo ad ampio raggio, e le conduce al riscatto sociale ed economico, consapevole che ogni donna è una "moltiplicatrice" di benessere per se stessa, per la sua famiglia e il suo Paese.
2) Pangea vuole dare voce delle associazioni locali, che, come noi e più di noi, subiscono, mentre lavorano, gli stessi disagi di chi stanno aiutando. E che meglio di chiunque altro conoscono il tessuto sociale nel quale operano, i reali bisogni della popolazione, la lingua e la cultura, affinché ogni intervento avvenga nel massimo rispetto della dignità di coloro che vengono aiutati.
Ogni progetto è creato, strutturato e gestito insieme a un'associazione o a un'entità locale, alla quale saranno fornite le conoscenze e gli strumenti che le permetteranno di proseguire autonomamente la gestione, al termine dell'intervento di Pangea. L'obiettivo è quello di evitare l'assistenzialismo, bensì di garantire progetti di reale sviluppo.
3) Pangea è una struttura snella con minimo staff e massimo numero di volontari, per permettere di destinare la percentuale maggiore delle donazioni ai progetti. Sul territorio italiano Pangea opera attraverso volontari, organizzati in gruppi o autonomamente, che all'interno della loro comunità di appartenenza fanno conoscere la fondazione e il suo lavoro, sensibilizzano alla problematica affrontata, si occupano di raccolta fondi, organizzano eventi. Chiunque può diventare attivista della fondazione, purché né condivida i valori e il modo di operare.
4) Pangea desidera diffondere una cultura di pace. Pangea non è pacifista tout court; la Pace di Pangea non è solamente "non guerra", ma significa rispetto e accettazione dell'altro, anche nei gesti quotidiani, solidarietà, condivisione, educazione ai diritti umani. La pace dell'uomo e della donna, la pace di tutti i giorni. È la pace che ci trasmette l'incredibile sorriso e la dolcezza di un bambino rinchiuso un istituto rumeno, che avrebbe tutte le ragioni per essere arrabbiato con la vita, di essere pronto ad approfittare di tutto e di tutti, e che invece è lì, indifeso e ricco di speranza. È la pace che impariamo da chi l'ha costruita dentro se stesso, nonostante tutto, e che abbiamo il dovere di difendere e diffondere.
"Siamo buoni?" – "No, grazie!" La solidarietà non è buonismo, è scelta, coscienza, sensibilità, condita da un pizzico di egoismo e dalla casualità. Non è un nostro dovere, è un diritto di chi aiutiamo. Se proprio vogliamo osare una definizione: Pangea non è guidata dal cuore, ma dalla "mente del cuore".
5) Pangea: Denuncia e Azione. I progetti operano in contesti spesso dolorosi, dove bambini, donne e uomini vengono discriminati, venduti, maltrattati, uccisi. Pangea non può rimanere in silenzio, denunciare questi abusi è un dovere, ma non solo! Ogni progetto della Fondazione è lo strumento concreto di andare oltre la denuncia e contribuire concretamente al miglioramento di tutta la Pangea dei popoli.
Come Operiamo
I progetti finanziati dalla Fondazione Pangea Onlus riguardano principalmente i problemi legati alle questioni di genere, in una visione olistica dello sviluppo della persona. In particolare, il target è costituito da donne, bambine e bambini, vittime di violenza, di traumi post conflitto, profughi o rifugiati, con problemi di salute e/o disabilità. Persone che subiscono povertà, ignoranza, soprusi e discriminazioni.
La Fondazione Pangea lavora in Paesi dove la maggioranza della popolazione affronta situazioni di disagio, povertà, conflitto e ha difficoltà a soddisfare i bisogni fondamentali propri e dei propri familiari. Pangea oggi lavora in Asia e in Africa in partnership con organizzazioni e istituzioni locali, che contribuiscono a comprendere in maniera più profonda le reali necessità delle società in cui si opera e a intervenire in modo più efficace. Insieme ai partner locali aspira a fornire alle persone vulnerabili i mezzi necessari per sviluppare le loro capacità, fino a metterle in grado di prendersi carico del loro destino e decidere, sia come individui che come soggetti attivi e partecipi allo sviluppo del proprio Paese.
I progetti sono finanziati da singoli individui, imprese private, sindacati, enti o istituzioni pubbliche e private, che credono nello sviluppo umano quale diritto di ogni persona. La Fondazione Pangea si fa tramite fra le beneficiarie e i donatori, attraverso le organizzazioni non governative locali. Pangea assicura alle beneficiarie e alle associazioni partner la creazione di un circuito virtuoso di sviluppo sostenibile e di miglioramento della società, passando per l'empowerment dell'individuo.Fondazione Pangea si fa tramite tra le beneficiarie e i donatori, attraverso le organizzazioni non governative locali. Assicura a entrambi gli attori partner la creazione di un circuito virtuoso di sviluppo sostenibile e di miglioramento della società, passando per l'empowerment dell'individuo. Per empowerment s'intende il cambiamento delle relazioni di potere tra le persone che dal subire passivamente ciò che accade loro di negativo, iniziano a partecipare attivamente alla costruzione della loro vita e di un clima di sicurezza e pace nel loro Paese.
Approccio di genere
Per “approccio di genere? si intende che:
La differenza di genere non coincide con la differenza di sesso: il sesso è riferito alle differenze biologiche tra donna e uomo;
* Per genere ci si riferisce ai ruoli sociali che definiscono donne e uomini in uno specifico contesto culturale;
* Le differenze di genere variano di molto a seconda della società e cultura;
* Età, appartenenza etnica, di classe, di casta e di religione sono tra i maggiori fattori che determinano i ruoli di genere;
* Tali ruoli non sono immobili nel tempo, ma possono essere definiti e ridefiniti in altri ruoli.
La sensibilizzazione alla questione di genere rappresenta la consapevolezza dell’impatto negativo che le ineguaglianze tra maschile e femminile hanno nei comportamenti quotidiani e il bisogno di indirizzare i propri sforzi alla ricerca di una trasformazione delle iniquità in eguaglianze e pari opportunità.
Povertà e approccio di genere
Millennium Development Goals è un’agenda internazionale concordata come prioritaria tra 189 Paesi nel mondo. Le emergenze a cui si vuole fare fronte sono diverse, ma tra le più impellenti figurano: il diritto a un reddito dignitoso per garantire la sopravvivenza di ogni essere umano; la riduzione se non l’eliminazione del problema della fame, dell’accesso all’acqua potabile, del diritto all’abitazione, dell’accesso alla sanità e all’educazione; il problema della riduzione della mortalità materno-infantile. Filo rosso dell’agenda è la riduzione della povertà, obiettivo tradotto in politica nella proposta “creiamo reddito e riduciamo la fame”.
Per la Fondazione Pangea Onlus questo obiettivo è essenziale e inseparabile dalla ricerca di sicurezza, diritto di ogni essere umano, sia per la soddisfazione dei bisogni fondamentali, sia per assicurare la propria sopravvivenza. Il sentimento di precarietà dell’esistenza, di mancanza di proprietà, la continua perdita di cose e di affetti, la non partecipazione alla vita sociale, è un filo conduttore nella vita di persone considerate povere. Ciò le rende vulnerabili.
Per definire la vulnerabilità, assieme ai convenzionali indici di misurazione della povertà, Pangea prende in considerazione parametri come le possibilità di soddisfare i bisogni fondamentali; la capacità di procurarsi i beni di prima necessità e il rischio correlato al procurarsi tali beni; per quanto tempo la soddisfazione del bisogno viene assicurata nell’arco dell’intera vita; quale ruolo hanno le soddisfazioni personali e sociali; quale è il grado di partecipazione e di decisione nella propria vita e in quella della propria comunità. Gli indici quantitativi e qualitativi vanno pertanto letti insieme, per comprendere perché povertà genera vulnerabilità e viceversa e vanno analizzati sia a livello del singolo individuo sia a livello familiare, di comunità, di regione, di Stato. Se a ciò si aggiunge una lettura storica degli eventi e delle scelte politiche mondiali, si ha un quadro generale delle condizioni di vita di oltre due miliardi di persone.
Cultura e approccio di genere
Povertà e vulnerabilità non sono solo fenomeni economici, che riflettono quanto possiedono le persone, ma anche chi sono tali persone.
Per definire come viene considerata a priori una persona di genere femminile o maschile in una società, si deve ricorrere agli aspetti culturali, tradizionali, religiosi, all’appartenenza etnica, alle ineguaglianze consuetudinarie.
La questione di genere attraversa tutte le forme di ineguaglianza che si possono incontrare in qualsiasi cultura: l’appartenenza di genere, l’età, lo stato economico e sociale e le relazioni con il capofamiglia costituiscono le basi su cui sono organizzate le ineguaglianze familiari, comunitarie, sociali.
Queste componenti sono considerate disparità di genere quando diventano parte del processo di socializzazione e i ruoli femminili e maschili sono costruiti, mantenuti e rinforzati nell’ineguaglianza di comportamento e attitudine mentale. Le iniquità di genere si basano su attitudini che diventano comportamenti, valori, ragioni, tradizioni e norme di una cultura della svalutazione con cui le persone valutano altre persone.
È evidente il fatto che vi sono milioni di persone, in particolare donne, schiacciate dalla lotta giornaliera per la sopravvivenza e questo non favorisce la presa di coscienza dei propri diritti e bisogni. Ed è statisticamente provato da enti quali la Banca Mondiale, l’ONU, UNIFEM, UNDP, Amnesty International, che, rispetto agli uomini, sono le donne a essere maggiormente escluse dalle attività svolte nelle loro comunità, dalle opportunità del mercato del lavoro e dall’accesso ai servizi pubblici. Esse subiscono inoltre maggiori disparità e discriminazioni, conseguenti alla svalutazione culturale che le fa diventare un facile bersaglio di abusi sessuali, psicologici e di altri tipi di violenza di genere. La pressione dei ruoli di genere viene esercitata in diversi luoghi: la famiglia, gli amici, la scuola, la religione, le tradizioni e i mass media.
Di conseguenza nel mondo femminile si verifica una naturale tendenza a sottostimarsi e a non avere fiducia in se stesse. E, al contempo, i problemi cui le donne devono far fronte sono così grandi da indurle a non considerare la propria condizione come un problema. Tale condizione scoraggia la partecipazione femminile alla vita di comunità e a un cambiamento per le generazioni future.
Procedure di selezione progetti
I partner e i progetti della Fondazione Pangea Onlus sono selezionati dall’Audit Commission della Fondazione, una commissione interna composta da progettisti esperti di cooperazione e gender, legali e amministrativi. Individuato il Paese in cui la Fondazione intende lavorare – sulla base delle problematiche che riguardano le Donne - il gruppo di progettisti inizia un’attenta analisi del territorio e delle organizzazioni locali esistenti, attraverso l’invio in loco di un ricercatore, esperto di progettazione e cooperazione. Questi avvia una rete di contatti con le associazioni locali e valuta diverse proposte di progetto fino a individuarne i potenziali partner.
I potenziali partner devono fornire all’Audit Commision una serie di documenti giuridici, storici e contabili (statuto e atto costitutivo, bilanci degli ultimi due anni, progetti realizzati e in corso, materiale divulgativo) sulla base dei quali si verifica la loro adesione agli standard normativi locali e internazionali, nonché la corrispondenza concreta degli stessi alla vita quotidiana dell'organizzazione. Questo obiettivo è posto in essere anche attraverso indagini sul campo volte ad accertare la sua capacità di gestione dei programmi di cooperazione allo sviluppo.
Analizzando i materiali, l’Audit Commission può accettare o respingere, previo avviso, il finanziamento del progetto. Può anche proporre al potenziale partner delle modifiche nel progetto volte ad ampliarlo o circoscriverlo, ricontestualizzandolo sulla base dell'analisi della documentazione e dello studio di fattibilità. Nel caso di accettazione della proposta di progetto si avvia la procedura per stilare il contratto di collaborazione con i partner e definire le modalità e i tempi del finanziamento del progetto.
La Fondazione Pangea Onlus aiuta, se necessario, l’organizzazione partner a rafforzare le competenze interne al proprio staff e dà consigli tecnici sulla gestione dei programmi finanziati da Pangea.
Pangea cura la supervisione e la valutazione del progetto finanziato, per controllare se i risultati previsti sono stati raggiunti e, se necessario, aiuta l’organizzazione locale a migliorare l’intervento.
Obbiettivi di intervento
Obiettivi generali per le società, comunità, villaggi in cui operiamo:
* Mutuo rispetto delle culture e dei popoli con cui lavoriamo in progetti di cooperazione allo sviluppo
* Ricerca dell'equità e giustizia tra i sessi
* Riconoscimento della pari dignità di ogni persona, indipendentemente dal suo stato economico, sociale, di genere, di salute
* Solidarietà per coloro che non hanno i mezzi per partecipare alla vita al pari di chi ce li ha
* Audacia nel proporre programmi di cooperazione innovativi, che abbiamo una visione olistica dello sviluppo della persona nel suo ambiente e della sua comunità
* Programmi che sviluppano il dialogo, la solidarietà e la pace tra i popoli
* Programmi che garantiscano uno sviluppo sostenibile nel tempo, riconoscendo attenzione ai bisogni differenti di uomini e donne
* Facilitare l'appoggio reciproco tra il genere maschile e femminile.
Obiettivi generali per l'empowerment delle donne nelle società, villaggi, comunità in cui operiamo:
* Miglioramento dello stile di vita e della percezione della donna nella comunità in quanto individuo avente gli stessi diritti del genere maschile
* Diminuzione della violenza domestica e del pregiudizio sulle donne da parte sia dell'uomo sia delle altre donne
* Aumento della partecipazione delle donne alla vita pubblica
* Miglioramento delle microeconomie domestiche e femminili
* Creazione di gruppi femminili di donne e di una rete di solidarietà tra donne
* Aumento delle capacità delle donne di farsi promotrici dei temi di genere e delle conoscenze acquisite
Obiettivi individuali per l'empowerment delle beneficiarie dei programmi in cui operiamo:
* Presa di coscienza della donna dei propri diritti, capacità e possibilità
* Incremento della propria autostima e della fiducia in se stessi nelle donne e negli uomini
* Aumento delle capacità di soddisfare i bisogni primari
* Aumento delle capacità professionali e di inserimento nel campo del lavoro
* Partecipazione attiva, presa di posizione e capacità decisionali delle donne in ambito familiare, comunitario e nelle istituzioni
* Miglioramento del livello di educazione
* Incremento della consapevolezza del proprio corpo
* Aumento delle nozioni relative all'igiene, alla sanità, alla salute riproduttiva
Obiettivi con le organizzazioni partner:
* Rafforzamento dello staff dei partner locali nelle loro capacità di gestione dei programmi
* Riabilitazione di edifici e copertura spese uffici delle organizzazioni partner
Strumenti Operativi
ONG partner e comunità:
* Miglioramento della gestione dell'ONG partner e rafforzamento delle capacità del suo staff
* Individuazione di strategie per l'autosostenibilità delle attività dell'ONG partner
* Sensibilizzazione delle organizzazioni locali, della comunità, delle istituzioni a tematiche oggetto di discriminazione o a campagne di informazione locali, nazionali, internazionali
* Lobby
* Assistenza copertura spese uffici, micro-riabilitazione edifici
Beneficiarie:
* Istruzione di base
* Educazione ai diritti umani ed educazione civica
* Educazione igienico-sanitaria
* Educazione alla salute riproduttiva
* Formazione professionale
* Formazione alla creazione e gestione d’impresa
* Assistenza all’inserimento nel mercato locale
* Microfinanza, gestione del risparmio e del credito
* Sviluppo di comunità, di gruppi di donne, animazione e sensibilizzazione ai problemi relativi alla legalità, al genere, allo sviluppo, alla leadership e all’empowerment
* Formazione di formatrici/tori per lo sviluppo della comunità su argomenti in vari settori
* Assistenza medica
* Assistenza psicologica
* Assistenza legale
Partner Locali
Partner locali che la Fondazione Pangea Onlus seleziona:
* Sono organizzazioni non governative, associazioni, comunità o gruppi locali riconosciuti come autorità dalla comunità o villaggio in cui operano
* Sono organizzazioni composte da una maggioranza di persone provenienti dal Paese in cui opera
* Hanno per statuto valori e obiettivi in linea con quelli che Pangea si prefigge di raggiungere e sviluppare
* Devono rispettare e conformarsi alle regole dei governi dei loro Stati;
* Lavorano per lo sviluppo sostenibile e olistico delle popolazioni, con attività che coinvolgono il genere femminile, in armonia e nel rispetto del loro ambiente e nel tempo
* Utilizzano un metodo partecipato di decisione dei programmi di cooperazione con le popolazioni locali che beneficiano degli stessi
* Lavorano senza discriminare lo staff locale e i beneficiari dei programmi su base dell'appartenenza di razza, etnia, genere, età, stato sociale o civile, lingua, religione, condizione di salute
* Non appartengono a partiti politici e non perseguono alcuna rivendicazione o assumono alcuna posizione politica contraria alla dichiarazione dei diritti umani
* Dimostrano una gestione dei fondi trasparente e congrua con l’attività in atto.
Statuto
La Fondazione Pangea Onlus, fondata a Milano il 25 luglio 2002 da Luca Alberto Lo Presti, fin dalla sua nascita ha visto il Consiglio di Amministrazione composto dai due Vicepresidenti Barbara Gianni e Luigi Restelli.
La Fondazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e di sostegno e creazione di progetti in ambito sociale, socio-sanitario, scolastico ed economico-sociale in situazioni di emergenza e post emergenza a favore del riscatto delle Donne.
Bilanci
La Fondazione Pangea Onlus è il tramite tra il donatore e il Bisogno. Si è scelto di destinare la maggior parte dei proventi ai progetti, oltre che alla ricerca di nuovi Bisogni, dedicando per la spesa interna una parte minima delle donazioni ricevute.
Rapporto Annuale
Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo «Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in diritti e dignità». Purtroppo ancora oggi nel mondo non tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in diritti e dignità. Ancor meno se nascono Donna!
Organigramma
Presidente e Fondatore
Luca Alberto Lo Presti
Quarant'anni passati da poco, da quasi venti viaggia vivendo tra la gente con l’intento di comprendere a fondo la cultura dei popoli.
A metà anni novanta si concentra sulle violazioni dei diritti umani fondando il Coordinamento Sud Asia della Sezione Italiana di Amnesty International.
Viaggia in Asia e paesi caucasici, con maggiore concentrazione rispetto le problematiche di India, Pakistan, Afghanistan e Nepal e nel luglio del 2002 fonda la Fondazione Pangea Onlus per intervenire in situazioni di post emergenza per fare progetti di sviluppo partendo dalle Donne, in assoluto i soggetti sempre più discriminati, ma anche più in grado di reagire, di far ripartire la vita. Si reca regolarmente nei paesi in cui Pangea lavora e al momento, oltre a presiedere la Fondazione, dirige l’attività di fundraising.
Vice Presidente e socia fondatrice
Barbara Gianni
Giornalista. Laureata in Lingue Straniere. Classe 1968. Dopo aver lavorato vari anni nell'ambito della comunicazione e del giornalismo ha deciso di dare una svolta radicale alla propria vita occupandosi a tempo pieno delle tematiche relative ai diritti umani, alla giustizia sociale e ai Paesi in via di sviluppo. Ha fatto parte per vari anni del Coordinamento Sud Asia della Sezione Italiana di Amnesty International e ha lavorato come responsabile della comunicazione per la sede italiana di un’ONG internazionale. Dal 2002 è vicepresidente e membro del Consiglio d'Amministrazione di Pangea. Per la Fondazione ricopre la posizione di direttore esecutivo e fa parte dell'Audit Commission in cui svolge il ruolo di garante per la Fondazione. È direttrice responsabile del giornale "Da Persona a Persona".
Vice Presidente e socio fondatore
Luigi Restelli
Da sempre, cioè dal 1961, legge sistematicamente tutto ciò che gli capita sotto gli occhi, dai bugiardini a Saramago. Incline alla noia, lo interessa ciò che è diverso da sé stesso, sempre alla ricerca di nuove idee, nuovi mondi, nuovi modi di vivere e di resistere. Giornalista per scherzo nel passato, si occupa di strategia di comunicazione per professione. Attivo nel non profit da molti anni, per indole e passione, le sue energie si dividono tra Pangea e le persone più importanti e più emozionanti della sua vita: sua moglie e i suoi due figli.
Direzione
Direttore esecutivo
Barbara Gianni
Dipartimento Progetti
Responsabile Progetti
Simona Lanzoni
Romana del '72, laureata in Scienze Politiche, dal '93 collabora con diverse organizzazioni occupandosi di campagne di sensibilizzazione e formazione su diritti umani, donne, questioni di genere, pace, intercultura e religioni, cause delle povertà nel mondo, cooperazione allo sviluppo. Dal '99 collabora con la Parlamentare Europea Luisa Morgantini. Presente alla creazione di Pangea, nel 2003 va a vivere a Kabul per oltre due anni, oggi continua lungo la via della seta a svolgere il suo lavoro di responsabile progetti per Pangea, a dare supporto tecnico e a monitorare le ong partner. È membro della Audit Commission, è responsabile dei rapporti coi partner locali, della programmazione e gestione progetti.
Assistente Progetti
Claudia Signoretti
Nata a Roma nell’81, prima di laurearsi in Scienze Politiche incontra Pangea e ne resta “folgorata”: comincia ad addentrarsi nel settore della cooperazione internazionale fondando la onlus “Kolokani”, con la quale s’impegna in attività di sensibilizzazione sullo sviluppo umano e la lotta alla povertà e nella raccolta fondi a supporto del progetto Jamila in Afghanistan di Pangea. Mentre prosegue il percorso accademico con un master in Cooperazione e Progettazione per lo Sviluppo collabora con diverse ONG e organizzazioni internazionali, tra cui Dokita, Amnesty, FAO, WFP e, ovviamente, Pangea, di cui rimane un’entusiasta attivista. Alla fine del 2006 entra a far parte dell’Ufficio Progetti della Fondazione Pangea Onlus.
Dipartimento Campagne e Raccolta fondi
Responsabile Raccolta Fondi
Luca Alberto Lo Presti
Sviluppo Campagne
Marina Tomacelli Filomarino
Nasce a Milano nel 1977 e si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo in relazioni internazionali a Parigi nel 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel campo della comunicazione in Germania e in Francia decide di rientrare in Italia e dare una svolta alla sua vita. Interessandosi da sempre ai problemi e ai conflitti dei paesi del sud del mondo e mostrando particolare sensibilità alla condizione sfavorevole e troppo spesso drammatica di gran parte degli esseri umani, decide di dedicarsi a tempo pieno al sociale. Nell’estate del 2006 incontra Pangea, di cui condivide la visione e l’approccio positivo. Dal gennaio del 2007 collabora con Pangea nello sviluppo delle campagne comunicaizone e raccolta fondi.
Dipartimento Comunicazione e IT
Responsabile Comunicazione
Aldo Daghetta
Laureato in Scienze della Comunicazione con indirizzo in Giornalismo ed Editoria, nasce a Milano nel 1979. Membro del Coordinamento Sud Asia di Amnesty International sino al 2003, dopo diverse esperienze giornalistiche presso il settimanale Vita, il quotidiano Avvenire, Radio Popolare e Rai Radio Uno a Roma, inizia la collaborazione con Pangea nel febbraio 2004. Si occupa da subito dello sviluppo dell'Ufficio Comunicazione sia nelle media relations sia nelle campagne istituzionali, curando anche la produzione di tutti i materiali multimediali.
Settore Grafico e IT
Davide Ferraris
Nato a Pavia nel 1979. Laureato in Lingue e Civiltà Orientali, ha coltivato interessi artistici e informatici. Nel 2004 è tra i fondatori dell'Associazione Culturale Zassō, della quale è stato presidente nel 2005. Dopo diverse esperienze nel settore informatico e come traduttore dal giapponese, inizia nel 2006 la collaborazione con Pangea, coadiuvando le attività dell'Ufficio Stampa e sviluppando l’apparato informatico e il nuovo sito web. Dal 2007 si occupa specificatamente del settore grafico e informatico.
Dipartimento Amministrazione
Responsabile Gestione Donatori e Front Office
Silvia Redigolo
Nata nel 1982, svolge attività di volontariato in campo sociale e nel campo del commercio equo e solidale. Dopo diverse esperienze di volontariato in Romania, conosce le attività della Fondazione Pangea Onlus e, condividendone la mission, ne diventa attivista. Studia giurisprudenza con indirizzo internazionale e dal 2005 collabora con Pangea come front office e come responsabile della gestione dei donatori.
Responsabile Settore Legale
Massimo Cipolla
Svolge la professione legale ed è consulente dei Comuni della Provincia di Ferrara per immigrazione, asilo e cittadinanza. Diverse le esperienze di approfondimento in Italia e all’estero in materia di diritti umani e libertà fondamentali.
È referente per le questioni legali della Fondazione Pangea onlus e delle questioni giuridiche attinenti i rapporti con i partner locali di progetto.
Donare e facile
La Fondazione Pangea Onlus ha bisogno della tua collaborazione per poter dare un aiuto concreto a tutte quelle donne e bambini che vivono nel disagio.
Puoi effettuare le tue donazioni con un versamento sul conto corrente postale o con un bonifico bancario indicando nella causale il progetto al quale vuoi contribuire (i progetti Jamila e Sharma hanno conti bancari dedicati) oppure decidere di dare un sostegno costante all’azione di Pangea attraverso la domiciliazione bancaria della tua donazione.
Le donazioni a favore della Fondazione Pangea Onlus sono fiscalmente deducibili a sensi dell'art. 14 del Decreto Legge del 14/03/2005 n. 35. Le liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche o da enti soggetti all'imposta sul reddito delle società in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, commi 1, 8 e 9, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, nonché quelle erogate in favore di associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui.
Per ottenere la deduzione è obbligatorio conservare la ricevuta del versamento (che può essere richiesta dall'Amministrazione Finanziaria). La ricevuta rilasciata dall'Ente relativa ai contributi in contanti non è valida ai fini della detrazione fiscale.
GRAZIE PER LA TUA SENSIBILITA' E IL TUO AIUTO!
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