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No Profit
   Comitato Italiano per l UNICEF Onlus
COMITATO ITALIANO PER L UNICEF ONLUS
Via Palestro, 68
00185 Roma
Numero Verde 800-745.000

www.unicef.it
 
  Azienda  
L'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia) è la principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell'infanzia e dell'adolescenza. Fondato nel 1946 su decisione dell'Assemblea Generale dell'ONU, l'UNICEF opera attualmente in 156 Paesi in via di sviluppo attraverso 126 uffici permanenti sul campo (Country Offices) e in 36 Paesi economicamente avanzati tramite una rete di Comitati Nazionali.

La missione dell'UNICEF è di mobilitare in tutto il mondo risorse, consenso e impegno al fine di contribuire al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino, ragazzo e adolescente.

L'UNICEF esplica la propria azione attraverso programmi e progetti di sviluppo umano concordati e realizzati, in ogni paese, assieme alle istituzioni pubbliche e alle organizzazioni e associazioni locali, nel totale rispetto delle diversità culturali e con particolare favore per coloro che sono svantaggiati per ragioni legate al sesso, alla condizione sociale, all'appartenenza etnica o religiosa.

La Convenzione Internazionale sui diritti dell'infanzia, approvata dall'ONU nel 1989 e ratificata finora da 193 Stati, è il quadro di riferimento della nostra organizzazione, caratterizzata da un approccio centrato sui diritti e da una strategia volta a dare ad essi concreta realizzazione in tutte le fasi dello sviluppo della persona e in tutte le circostanze, situazioni di emergenza comprese.

L'UNICEF Italia
Il Comitato Italiano per l'UNICEF - ONLUS  è parte integrante della struttura globale dell'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia), organo sussidiario dell'ONU con il mandato di tutelare e promuovere i diritti delle bambine e dei bambini (0-18 anni) in tutto il mondo, nonché di contribuire al miglioramento delle loro condizioni di vita.

Il Comitato Italiano opera in nome e per conto dell'UNICEF, secondo l'Accordo di Cooperazione tra Comitato Italiano e UNICEF Internazionale e la pianificazione congiunta delle attività.
 
Per il perseguimento dei propri obiettivi, il Comitato Italiano opera mediante l'apporto indispensabile di tutti quei soggetti che, con il loro spirito di volontariato, condividono e sostengono le finalità e le strategie dell'UNICEF, avvalendosi di una struttura operativa stabile (staff).

I Volontari e la struttura operativa si identificano e si fondono in un'unica realtà-forza allo scopo di assumere un ruolo di guida e di servizio nella costruzione di un mondo in cui i diritti di ogni bambina e ogni bambino siano realizzati.

Cosa facciamo
L'UNICEF è la principale organizzazione mondiale per la difesa dei diritti e delle condizioni di vita dell'infanzia e dell'adolescenza in tutto il mondo.

Per realizzare questi obiettivi l'UNICEF realizza in 156 Paesi in via di sviluppo programmi di sviluppo a lungo termine, intervenendo nei settori più importanti per la vita del bambino: la salute materno-infantile, la nutrizione, l'istruzione, la protezione da abusi e sfruttamento, la prevenzione dell'HIV/AIDS.
 
Ma l'UNICEF non si limita a questo. Per assicurare massima efficacia e durata ai risultati concreti ottenuti con l'intervento diretto, l'UNICEF conduce una continua azione di stimolo e supporto ai governi e alle istituzioni pubbliche dei Paesi in cui opera, promuovendo l'adozione di politiche sociali più attente ai bisogni dell'infanzia e dell'adolescenza e offrendo a tal fine un prezioso sostegno tecnico, finanziario e gestionale.

In tutta la sua azione, l'UNICEF si ispira ai principi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e assume come quadro di riferimento operativo gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.

L'UNICEF nelle emergenze
Guerre, conflitti non dichiarati, terremoti, epidemie, siccità... in molte parti del mondo, emergenze naturali e disastri provocati dall'uomo continuano a colpire le popolazioni più indifese e, primi fra tutti, i bambini.

L'UNICEF interviene nelle prime fasi di una crisi umanitaria con aiuti di primo soccorso (alimenti per l'infanzia, tende, attrezzature per la sopravvivenza, medicinali) e con team di specialisti locali e internazionali.

Fra i compiti principali della nostra organizzazione, in quasi tutte le situazioni di emergenza, vi è l'indagine in tempi rapidi sui bisogni urgenti dell'infanzia, in base alla quale orientare il flusso di aiuti anche per le altre organizzazioni umanitarie impegnate sul posto.

Nelle fasi successive, l'UNICEF contribuisce a garantire condizioni sanitarie e igieniche accettabili per i bambini e le loro famiglie nei centri di accoglienza per sfollati e rifugiati, ad esempio rifornendo gli ambulatori, scavando pozzi e latrine o installando sistemi idrici provvisori.
 
Inoltre, non appena possibile, l'UNICEF organizza la ripresa delle attività educative.

L'UNICEF, sempre in coordinamento con le altre agenzie ONU e con l'apporto delle Organizzazioni non governative (ONG) partner, partecipa in vario modo alle operazioni delle fasi post-emergenza ricostruendo le scuole, rifornendo e riabilitando i centri sanitari, formando nuovi insegnanti, realizzando programmi di educazione alla pace e prevenzione dei pericoli legati alle mine antipersona e con molte altre attività.
 
In questa sezione puoi approfondire la conoscenza sugli interventi dell'UNICEF nelle principali crisi umanitarie in corso negli ultimi mesi: i conflitti mai sopiti del Sudan (a cominciare da quello in Darfur) e della Repubblica Democratica del Congo, le gravi tensioni in Medio Oriente e in Somalia, il conflitto in corso in Iraq e altre ancora.
 
Una speciale attenzione è dedicata anche alle cosiddette "emergenze dimenticate": crisi umanitarie poco note e sottofinanziate, che rappresentano buona parte dell'Appello umanitario lanciato dall'UNICEF per il 2008.

Aiuta l'UNICEF
Una donazione che fa la differenza

Per milioni di bambini l'aiuto dell'UNICEF è di importanza vitale: vaccinazioni, cure mediche, istruzione, nutrizione, protezione dallo sfruttamento e dalla guerra possono rappresentare la vita e il futuro di un bambino.

Per realizzare tutto questo l'UNICEF ha a disposizione esclusivamente fondi di natura volontaria.
 
Infatti, l'UNICEF - a differenza di quasi tutte le altre agenzie delle Nazioni Unite - non gode di contributi obbligatori da parte degli Stati né del bilancio dell'ONU.

Se vuoi, anche tu puoi contribuire a questa azione: effettuando una donazione on line, acquistando i nostri biglietti di auguri e regali, confezionando una Pigotta, unendoti ai nostri volontari presenti sull'intero territorio nazionale per organizzare manifestazioni e iniziative di raccolta fondi.

E, se desideri fare di più, con una donazione mensile puoi diventare "Amico dell'UNICEF" ed entrare a far parte del gruppo dei sostenitori sui quali possiamo fare il massimo affidamento.

Scopri come ogni tuo contributo può essere prezioso, e ricorda che una donazione all'UNICEF comporta anche dei benefici fiscali.

"Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS"

Una campagna globale per una sfida globale

L'HIV/AIDS ha sempre più il volto di un bambino. Metà delle nuove infezioni colpiscono giovani sotto i 24 anni, e l'età del contagio si abbassa sempre di più. In alcuni paesi dell'Africa, un'intera generazione combatte con questa malattia sin dalla nascita.
 
Ma questo problema è troppo spesso ignorato dalle politiche sanitarie e sociali, dagli aiuti internazionali e dalle campagne di prevenzione. Per questo l'UNICEF afferma che i bambini sono il volto invisibile dell'AIDS.
 
L'UNICEF realizza programmi di lotta all'HIV/AIDS in 155 Paesi in via di sviluppo, mobilitando risorse umane ed economiche, e cooperando strettamente con i governi, le associazioni e le comunità locali.
 
In particolare, l'UNICEF è promotore della Campagna globale "Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS", attiva anche in Italia (www.unitiperibambini.it).


Gli obiettivi della campagna
I bambini sono il volto invisibile dell'AIDS: questo è il messaggio che l'UNICEF lancia attraverso la Campagna Globale "Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS".

L'HIV/AIDS è al centro dell'attenzione internazionale da più di venti anni ma l'impatto che ha sulla vita dei bambini non è stato ancora preso nella dovuta considerazione.
 
Ormai sotto controllo nei paesi ad alto reddito, pur con tutti i rischi di una recrudescenza, la pandemia dell'HIV/AIDS continua a espandersi di anno in anno, soprattutto nell'Africa Sub-sahariana, in Asia meridionale, nei Caraibi e nell'Europa dell'Est.
 
 
Giovani e bambini, epicentro della pandemia
Ogni minuto un bambino muore per cause collegate all'AIDS.
 
Nel 2007 420.000 bambini hanno contratto il virus e 290.000 sono morto a causa dell'HIV/AIDS.
 
Tuttavia, nella maggior parte dei paesi colpiti dalla malattia, meno di un bambino su dieci rimasto orfano a causa dell'HIV/AIDS riceve assistenza pubblica, meno di una donna incinta sieropositiva su dieci ha accesso ai servizi sanitari necessari a prevenire la trasmissione dell'HIV al nascituro e nemmeno un bambino sieropositivo su venti ha accesso alle cure pediatriche.

Nel mondo sono 2,1 milioni i bambini sieropositivi e 15,2 milioni gli orfani di uno o entrambi i genitori a causa dell'HIV/AIDS.
 
Una campagna globale attiva anche in Italia
Non possiamo rimanere indifferenti. Se la comunità internazionale tarderà ancora a rendersi conto dell'impatto devastante che l'AIDS ha sui bambini, il futuro di intere generazioni sarà a rischio.
 
La pandemia dell'HIV/AIDS sta vanificando decadi di progressi per l'infanzia. È arrivato il momento di mettere i bambini al centro dell'agenda internazionale relativa all'HIV/AIDS, per liberare le future generazioni da questa minaccia e per raggiungere gli "Obiettivi di Sviluppo del Millennio" stabiliti dalle Nazioni Unite.

È necessario garantire ad ogni bambino il diritto alla prevenzione, alla protezione e alla cura dell'HIV/AIDS.

In Italia la Campagna "Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS" farà pressione sul governo per il puntuale adempimento degli obblighi internazionali in materia di HIV/AIDS e per l'assegnazione di maggiori risorse alla prevenzione e alla cura dell'AIDS pediatrico nei Paesi in via di sviluppo, chiederà un maggior impegno per la ricerca e per garantire l'accesso ai farmaci e promuoverà la partecipazione degli adolescenti per sensibilizzarli e informarli sul problema dell'HIV/AIDS.

L'UNICEF lancia un appello a tutti i soggetti interessati al raggiungimento di questi obiettivi.


Società civile, governi, ONG, imprese e privati cittadini devono unirsi per dare una speranza a tutti i bambini minacciati dall'HIV/AIDS.

"Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS": l'impegno in Italia
Il Comitato Italiano per l'UNICEF ha assunto tra i propri impegni la promozione a livello nazionale della Campagna Globale "Uniti per i Bambini, Uniti contro l'AIDS". L'intento di tale iniziativa è quello di fornire al nostro paese l'occasione di fare la propria parte affinché questa sia l'ultima generazione di bambini costretta a sopportare il peso dell'HIV/AIDS.

In linea con quanto previsto dalla Campagna Globale, il Comitato Italiano ha elaborato una piattaforma di advocacy per sensibilizzare la società civile e per fare pressione sul Governo italiano affinché rispetti gli impegni presi in relazione all'HIV/AIDS, con particolare attenzione a quelli relativi all'infanzia.

Sono state individuate quattro azioni finalizzate a ottenere risultati tangibili, che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi definiti dalle Quattro Priorità fissate a livello internazionale.
 
Le 4 Azioni
 
1. Adempimento degli obblighi internazionali in materia di HIV/AIDS, anche tramite l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio sui fondi destinati

Obiettivo - Il governo italiano deve assicurare le risorse promesse al "Fondo Globale per la Lotta all'AIDS, alla Tubercolosi e alla Malaria", prevedendo inoltre un loro progressivo  incremento annuo. Il Governo deve impegnarsi a una rendicontazione pubblica e annuale dei fondi destinati all'HIV/AIDS, che sia il più possibile in armonia con le istanze della società civile, delle Organizzazioni intergovernative (OI) e delle Organizzazioni non governative (ONG).
 
2. Assegnazione di almeno il 20% delle risorse destinate alla prevenzione e cura dell'HIV/AIDS a trattamenti pediatrici

Obiettivo - Il governo italiano deve impegnarsi a destinare tale quota nell'ambito di tutte le risorse destinate all'HIV/AIDS, siano esse parte dei fondi destinati al Fondo Globale, alla Cooperazione internazionale allo sviluppo o a qualsiasi altro fondo o progetto bilaterale o multilaterale inerente l'HIV/AIDS.
 
3. Sensibilizzazione permanente degli adolescenti e loro partecipazione alle campagne

Obiettivo - Le istituzioni italiane, le Organizzazioni Intergovernative (OI) e le Organizzazioni non governative (ONG) devono impegnarsi a svolgere campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione del contagio da HIV/AIDS in Italia rivolte in special modo agli adolescenti, la cui partecipazione è fondamentale.
 
4. Accesso ai farmaci e impegno per la ricerca

Obiettivo - Il governo italiano, le istituzioni accademiche italiane e le compagnie farmaceutiche con sede in Italia devono dare maggiore impulso alla ricerca farmaceutica volta alla scoperta di un vaccino e alla produzione di strumenti diagnostici e di medicinali pediatrici più efficaci ed economici per i bambini sieropositivi.

Crisi alimentare mondiale: è un emergenza la protezione di donne e bambini

Sono 100 milioni in tutto il pianeta le persone che, secondo il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM), potrebbero precipitare nella fame a causa dell'attuale crisi alimentare.

I dati diffusi sull'aumento dei prezzi descrivono una situazione in netto peggioramento non solo rispetto al 2007, ma anche rispetto ai primi mesi dell'anno 2008.

Secondo la FAO in un anno il prezzo del grano è aumentato del 130%, quello della soia dell'87% e quello del mais del 53%.

L'attuale prezzo del riso, il nutrimento principale per oltre la metà della popolazione mondiale, ha subito un aumento del 75% in due mesi.

E' il prezzo più alto degli ultimi 28 anni.

Le conseguenze di questi aumenti di prezzo sono tangibili in Europa, dove il costo della spesa ha avuto un aumento notevole, andando a ricoprire fino al 20% del salario annuo di un lavoratore medio.
Molto più drammatica è la situazione per i paesi a basso reddito e meno sviluppati, dove la crescita dei prezzi aumenta la vulnerabilità dei bambini, dei malati di HIV e dei profughi. Le famiglie povere non hanno cibo per sfamarsi.

Ad esempio, in Senegal 1 kg. di riso costa attualmente un euro, mentre a marzo 2007 la stessa quantità poteva essere acquistata con 22 centesimi di euro.

In questo momento di grave crisi, la priorità dell'UNICEF è proteggere i soggetti più vulnerabili, come donne e bambini, agendo su dati certi e attivando strategie a breve e lungo periodo che tengano conto dei meccanismi che hanno innescato questo fenomeno.
 
 
Le cause della crisi
Un rialzo graduale dei prezzi degli alimenti sarebbe giustificato dall'aumento della domanda di cereali da parte della Cina e dell'India, le cosiddette "economie emergenti".
 
Quello che si sta verificando però ha le caratteristiche di un vero e proprio balzo improvviso, le cui cause sono imputabili a ben altri meccanismi economici.

Tra questi rientra sicuramente l'aumento del prezzo del petrolio degli ultimi anni, che ha innescato una forte domanda di cereali da trasformare in biocarburanti sostitutivi della benzina.

La produzione dei biocarburanti gode oggi di importanti sussidi sia da parte sia degli Stati Uniti che dell'Europa, tanto che per un produttore agricolo diventa più redditizio investire nella produzione di cereali destinati alla trasformazione in biocarburanti, piuttosto che all'industria alimentare.

Il paradosso dunque è che nonostante la forsennata crescita dei prezzi, nei paesi in via di sivluppo le colture cerealicole sono in aumento ma la popolazione locale non può beneficiare della produzione.

Mentre si studiano le strategie per formulare una risposta di lungo periodo a questo fenomeno, resta da fronteggiare l'emergenza-fame che ha assunto le dimensioni di uno "tsunami silenzioso", ed è necessario mettere in atto delle strategie che proteggano dalla denutrizione i soggetti più vulnerabili: i bambini.
 
L'UNICEF in azioneUn rialzo graduale dei prezzi degli alimenti sarebbe giustificato dall'aumento della domanda di cereali da parte della Cina e dell'India, le cosiddette "economie emergenti".
Quello che si sta verificando però ha le caratteristiche di un vero e proprio balzo improvviso, le cui cause sono imputabili a ben altri meccanismi economici.
Tra questi rientra sicuramente l'aumento del prezzo del petrolio degli ultimi anni, che ha innescato una forte domanda di cereali da trasformare in biocarburanti sostitutivi della benzina.
La produzione dei biocarburanti gode oggi di importanti sussidi sia da parte sia degli Stati Uniti che dell'Europa, tanto che per un produttore agricolo diventa più redditizio investire nella produzione di cereali destinati alla trasformazione in biocarburanti, piuttosto che all'industria alimentare. Il paradosso dunque è che nonostante la forsennata crescita dei prezzi, nei paesi in via di sivluppo le colture cerealicole sono in aumento ma la popolazione locale non può beneficiare della produzione.
Mentre si studiano le strategie per formulare una risposta di lungo periodo a questo fenomeno, resta da fronteggiare l'emergenza-fame che ha assunto le dimensioni di uno "tsunami silenzioso", ed è necessario mettere in atto delle strategie che proteggano dalla denutrizione i soggetti più vulnerabili: i bambini.
 
L'UNICEF in azione
L'UNICEF sta monitorando  l'impatto dell'aumento dei prezzi degli alimenti sullo stato di nurizione di donne, bambini e nuclei familiari.
 
Alla luce di queste valutazioni è allarmante il rischio che stanno correndo le famiglie povere, che spendono circa il 70% del loro salario per l'acquisto di cibo. A destare preoccupazione però è soprattutto  il pericolo che corrono i bambini già malnutriti, la cui situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi.
 
L'UNICEF stima che sono circa 20 milioni i bambini sotto i cinque anni che soffrono di malnutrizione, e questo numero potrebbe aumentare per effetto della crisi.

Un rapido sguardo sulle cause dell'attuale crisi dimostra come la denutrizione di cui soffrono questi bambini non sia una fatalità, ma una vera e propria ingiustiza.

Ecco perché è importante ribadire il diritto che ogni essere umano in generale, ed ogni bambino, hanno di avere accesso ad un alimentazione adeguata, prima condizione per il raggiungimento di un benessere psico fisico e per il godimento degli altri diritti umani fondamentali.

L'attuale crisi alimentare rende ancora più urgente l'incremento della strategia che l'UNICEF sta portando avanti da tempo per combattere la malnutrizione infantile.

Nelle azioni rivolte a questo fine rientra la promozione dell'educazione alimentare, dell'accesso all'acqua potabile, dell'allattamento al seno e dei micronutrienti, oltre allo sviluppo di un sistema di protezione sociale che riduca la vulnerabilità socio economica dei bambini.

Benefici fiscali per aziende e professionisti
Il Comitato Italiano per l'UNICEF è una ONG (Organizzazione non Governativa) e una ONLUS (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale).
Le donazioni ad esso effettuate con qualsiasi mezzo di pagamento, ad esclusione di quelle per contanti, godono dei seguenti benefici fiscali nei limiti e alle condizioni previste dalle vigenti normative e prassi:

* sono deducibili per un importo non superiore al 2% del reddito di impresa dichiarato (art. 100 c. 2 lettera a del DPR 917/86) le donazioni effettuate a favore del Comitato Italiano per l'UNICEF quale ONG;
* sono deducibili per un importo non superiore a 2.065,83 € o al 2% del reddito di impresa dichiarato (art. 100 c. 2 lettera h del D.P.R. 917/86) le donazioni effettuate a favore del Comitato Italiano per l'UNICEF quale ONLUS;
* sono deducibili nel limite del 10% del reddito dichiarato fino a un massimo di 70.000 € (art. 14 D.L. 35/2005) le donazioni effettuate al Comitato Italiano per l'UNICEF quale ONLUS (circolare 19/8/05 n. 39/E).

I benefici non sono cumulabili tra loro.
Ai fini di quanto previsto dalla vigente normativa, il Comitato Italiano per l'UNICEF dichiara di tenere scritture contabili complete e analitiche rappresentative dei fatti di gestione e redige entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio un apposito documento rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria. Tale documento viene certificato da primaria società di revisione.
 

 
 
 
 
 



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