|
La fine dello Spam?
Secondo il rapporto annuale redatto da Cisco, azienda leader nella fornitura di apparati di networking, i maggiori pericoli che si corrono on line sono tre: botnet, worm e spam.
Una botnet è una rete di computer collegati a Internet e controllati da un'unica entità, il botmaster. Si tratta di reti di computer compromessi che rappresentano efficaci strumenti per lanciare attacchi causati spesso da falle nella sicurezza o dalla mancanza di attenzione da parte dell'utente e dell'amministratore di sistema.
I vostri computer vengono in questo modo infettati da virus informatici che permettono a chi li ha creati di prendere il controllo del sistema da remoto e di sfruttare i sistemi compromessi. Sempre più di frequente i proprietari di botnet affittano queste reti a criminali che le utilizzano per sviluppare malware.
Un worm è un altro tipo di malware capace di replicarsi, è molto simile a un virus ma per diffondersi non ha bisogno di legarsi ad altri eseguibili. Il worm modifica il computer che infetta, in modo da venire eseguito ogni volta che si avvia la macchina e rimanere attivo finché non si spegne il computer e tenta di autoreplicarsi sfruttando il web.
La diffusione di questo malware è cresciuta con il moltiplicarsi dei social network: le persone iscritte ai siti di questo tipo sono più portate a cliccare sui link e a scaricare contenuti che credono provenire da persone che fanno parte della propria cerchia di “amici”.
Infine lo spam rimane sempre il principale veicolo di diffusione di virus che raggiungono milioni di computer attraverso link a siti malevoli: ogni giorno vengono inviati 180 miliardi di messaggi spam che costituiscono il 90% del traffico e-mail. Un dato inquietante!
La soluzione, forse definitiva, arriva in questi giorni dai ricercatori dell'International Computer Institute di Berkeley che hanno presentato un sistema che sembrerebbe efficace al 100% contro i messaggi spazzatura che intasano le vostre caselle di posta elettronica.
Questo sistema “perfetto” utilizzerebbe gli stessi metodi usati dagli spammer: fino ad ora ci siamo protetti con sistemi che utilizzano filtri e liste nere contenenti gli indirizzi o i termini più utilizzati dagli spammer i cui messaggi vengono direttamente cestinati.
Per aggirare il problema gli spammer hanno creato, però, dei programmi in grado di generare in automatico delle piccole variazioni nei messaggi inviati, di modo da rendere inutili i filtri anti-spam.
Il nuovo sistema firmato Berkeley riconosce tali variazioni, anche le più piccole, impedendo che a finire nel cestino siano i messaggi “sani” e importanti. Un sistema che sembra essere impeccabile!
|