Nokia ha realizzato un prototipo di cellulare che si ricaricada solo, semplicemente sfruttando le onde elettromagnetiche che ci circondano e che sono generate dai ripetitori dei cellulari, dagli apparecchi wi-fi, dai televisori, dagli altri cellulari e via di seguito. Si tratta di una fonte praticamente inesauribile vista la diffusione di questi apparecchi nelle nostre case e non solo.
Il Nokia Research Center di Cambridge sta lavorando per la messa a punto di un cellulare che sia in grado di trasformarele onde elettromagnetiche che affollano l'aria stessa che respiriamo in una corrente elettrica pari ad almeno 50 milliwat, il minimo necessario per ricaricare un cellulare spento o in stand by. Fino ad ora peròi tentativi del centro di ricerca sono fermi a una potenza di 3-5 milliwat.
Per risolvere l'inconveniente e tentare di decuplicare l'energia prodotta da questo sistema, si sta pensando di utilizzare un ricevitore "wideband", ovvero un apparecchio in grado di captare il segnale su diverse bande di frequenza per poter avvalersi di una varietà maggiore di segnali e sommare le rispettive correnti elettriche prodotte.
Il principio di funzionamento si basa su una tecnologia già in uso negli Rfid (le etichette Radio Frequency Identification) capaci di convertire un segnale elettromagnetico in un segnale elettrico sufficiente per il suo funzionamento.
Nokia dovrebbe “solo” riuscire ad ampliare lo spettro di frequenze del circuito di ricarica all'interno del cellulare, allargando il campo si moltiplicano anche le sorgenti da sfruttare.
E’ imminente il lancio sul mercato dei telefonini con celle fotovoltaiche che si ricaricano ad energia solare come, ad esempio, il Blue Earth di Samsung o il modello presentato da Sharp mentre un telefono che si alimenta da solo "riciclando" le onde radio dell'ambiente sembra ancora pura utopia.
Si tratterebbe, come l’hanno definito alcuni, di una sorta di vampiro ecologico che potrebbe contribuire a ridurre nel suo piccolo anche l'elettrosmog alla stregua di un albero con l'anidride carbonica. Un progetto molto utile e interessante, ma è davvero fattibile?
Per ora sappiamo solamente che il progetto è stato avallato dal Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, che lo ha addirittura pubblicato all’interno della sua Technology Review.
Se Nokia manterrà le promesse, entro tre o quattro anni i cellulari faranno a meno dei caricabatterie: saranno sempre, per così dire, "in carica" grazie alle onde elettromagnetiche in cui siamo immersi quotidianamente.
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