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Beijing 2008, numeri e curiosità

 

                 Beijing 2008, numeri e curiosità

La data di inizio delle Olimpiadi di Pechino è stata scelta in maniera tutt'altro che casuale facendo un uso smisurato del numero "otto", particolarmente caro alla tradizione popolare cinese e, per questo motivo, l'avvio dei giochi cadrà il 08/08/08 alle 08:08.

Siccome tutto dovrà essere perfetto e il numero “otto”, benché di buon auspicio, non è evidentemente sufficiente, il comitato organizzatore delle olimpiadi (Bocog) ha imposto molte rigide regole agli spettatori che assisteranno ai giochi e anche per chi semplicemente si troverà a Pechino in quel periodo.

Sarà proibito nelle aziende e nei negozi, per esempio, lavorare prima delle ore nove, vietato anche distribuire volantini di carattere pubblicitario, commerciale, ambientale, animalista, politico, militare, religioso o a favore dei diritti umani durante gli eventi sportivi.

Per quanto riguarda le bandiere e gli striscioni sportivi dovranno essere larghi non più di due metri per uno, anche se lo “spettatore modello” farebbe molto meglio ad evitare del tutto tali oggetti per non turbare la serenità degli atleti.

Sorge il dubbio che tutte queste regole, in realtà, siano state concepite in modo da evitare proteste, richieste di democrazia o manifestazioni di sostegno per la causa tibetana.

Per diminuire il traffico, e quindi lo smog, dal 20 luglio al 20 settembre alcuni negozi del centro di Pechino dovranno aprire e chiudere un'ora più tardi. Inoltre, il governo municipale ha sospeso numerosissime opere edili in corso e fatto chiudere le industrie più rumorose e inquinanti causando gravi problemi ai tanti operai e lavoratori impiegati nelle varie società.

Per evitare imprevisti verranno impiegati 100 mila tra poliziotti e soldati e 600 mila volontari civili che dovranno controllare tutta la città.

Da capogiro i numeri riguardanti i costi. I conti delle Olimpiadi si suddividono tipicamente in due tipologie: quelli relativi alle infrastrutture collegate ai giochi e quelli legati all’organizzazione dell’evento agonistico. Sul fronte delle infrastrutture, secondo le ultimissime proiezioni, Pechino 2008 costerà non meno di 37 miliardi di dollari.

Il budget organizzativo prevedeva inizialmente un esborso di 1,6 miliardi di dollari mentre, ad oggi, questa cifra sembra essere schizzata a oltre 2,4 miliardi, soprattutto per sostenere le spese legate alla sicurezza.

Tuttavia si prevede che l'evento porterà un introito corrispondente al doppio rispetto a quanto avvenuto durante la precedente edizione di Atene 2004. I biglietti che l'organizzazione ha fatto stampare sono 12 milioni.

La Cina, naturalmente, spera di fare incetta di medaglie: impresa non certo impossibile visto che già ad Atene 2004 ha dimostrato di poter tranquillamente affiancare la Russia nella sfida all’egemonia sportiva degli Stati Uniti.

Nelle Olimpiadi ateniesi la Cina ha ottenuto un risultato straordinario con ben 32 ori, solo 3 in meno rispetto agli USA. Nel computo totale delle medaglie, però, gli americani sono inavvicinabili (103 medaglie di cui 35 ori, 39 argenti, 29 bronzi) e anche la Russia è lontana con le sue 92 medaglie.

Ma ci sono altri Paesi che hanno grosse potenzialità e che quindi possono ambire a raggiungere degli ottimi posizionamenti. Tra questi la Germania, la Francia, il Giappone, l’Australia e, naturalmente, l’Italia.

 



 
 
 



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