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LE FUSIONI AZIENDALI
Spesso le fusioni tra aziende si rivelano un flop con conseguenze disastrose per tutte le figure coinvolte.
Si tratta di un’operazione molto complicata che richiede una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali, un forte istinto strategico e una forte capacità di risoluzione dei problemi in tempi stretti.
La maggior parte delle volte si sbaglia nella scelta dell’azienda con cui fondersi, si sbagliano i tempi o si possiede poca esperienza nel settore rischiando di commettere errori per la fretta di far crescere la propria società.
Ci vuole molto tempo per capire se due aziende sono realmente state integrate da tutti i punti di vista: manageriale, organizzativo e, soprattutto, culturale.
Per dar vita ad una fusione solida e ben riuscita è fondamentale che ci sia una leadership forte: quasi sempre quando la fusione fallisce la colpa è da attribuire ad una leadership fiacca che non riesce a stare al passo con il ritmo al quale procedono i manager di grado inferiore.
Questi ultimi, dopo aver fatto il loro dovere, dopo aver creato una nuova azienda e aver deciso i ruoli e le competenze, non trovano un responsabile ultimo affidabile che sia in grado di prendere le decisioni conclusive.
Spesso quando la leadership non riesce a tenere in pugno la situazione è perché ha troppe distrazioni dovute ad altri problemi: la stabilità azionaria, il compiacimento degli stakeholder esterni o il mantenimento della propria posizione.
Sono quindi fondamentali i seguenti passi: identificazione delle figure chiave delle aziende da fondere, individuazione immediata della nuova leadership, creazione di un team dedicato all’integrazione dei due modelli di business, individuazione delle differenze culturali, analisi del potenziale delle risorse umane.
Quando due o più aziende vengono unite non si deve ottenere solo una sinergia tra di esse ma una vera e propria integrazione, il fine ultimo è quello di far nascere una nuova impresa!
Molto importante, inoltre, è chiarire ogni singolo punto, ogni singola necessità, ogni obiettivo, cosa si vuol fare e come lo si vuol fare, fin dall’inizio delle trattative.
Una delle fusioni più riuscite in Italia è quella avvenuta tra due banche molto conosciute: Banca Intesa e San Paolo Imi di Torino.
Il personaggio chiave della fusione è l’attuale direttore generale che dichiara di aver cominciato dalla struttura organizzativa: “era importante che, in un gruppo di centomila persone, si sapesse il prima possibile a chi rivolgersi, a quale struttura appartenere, con chi condividere processi e responsabilità”.
Un lavoro che è stato fatto addirittura prima che la fusione venisse decisa: due giorni dopo averla siglata, la struttura di prima linea era già pronta e, dopo un mese, erano già stati definiti tutti gli organigrammi interni.
La fusione di Intesa Sanpaolo rappresenta un esempio da seguire!
detommaso@pubbliway.com
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